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OCCHIALI: QUANDO UN DIFETTO DIVENTA GLAM

Parlare di occhiali per me vuol dire parlare del mio “accessorio necessario preferito”.

Gli occhiali che uso per necessità da quando avevo sei anni, non sono mai stati un peso, anzi ogni volta che devo sceglierne di nuovi, mi sento una bambina in un negozio di giocattoli. Mi diverte provarne le forme e i colori, fino a quando non arrivo a quello che attira la mia attenzione più di altri, che si adatti alla mia forma del viso e ai miei colori, fattori importanti per un’ ottima riuscita. Chiaramente io li vorrei tutti, un po’ come le scarpe, ma purtroppo non si può, certo è che provo molta invidia per Elton John che ne possiede oltre 300. Pare che sia una delle sue grandi passioni, tanto che li porta con sé ovunque vada. Gli occhiali sono nati nel Medioevo quando furono scoperte lenti o meglio vetri che aiutavano a chi avesse il problema della vista, peccato che si sia detenuto il segreto della loro realizzazione fino alla divulgazione avvenuta intorno al 1300 dal Monaco Alessandro della Spina. Grazie a lui molte persone ne poterono usufruire, ma ovviamente non era un “privilegio” per tutti, soprattutto per le classi meno agiate. Si usavano pezzi di vetro incastrati in due cerchi di legno, materiale migliore per quel tipo di peso, uniti tra loro da una specie di vite per renderli più mobili e facilmente adattabili al viso, molto utilizzato era anche il cuoio. Ancora nel ‘900 furono un tabù per molti, soprattutto nel mondo dello spettacolo, nel cinema in modo particolare. Per esempio Marilyn Monroe era miope, ma a mettere gli occhiali non ci pensava proprio e come lei moltissime attrici e attori. Al contrario di Woody Allen che senza i suoi occhiali sarebbe impossibile immaginare, visto che gli occhiali sono stati e sono a tutt’oggi parte integrante del suo personaggio: occhiali dalla montatura importante, un modello indossato non proprio per scelta personale, ma per esigenze dettate dal momento, erano gli anni’ 50 e quelli erano gli occhiali passati dalla mutua negli Stati Uniti. Chiaro è che non gli saranno mancate le occasioni per cambiare montatura, ma perché farlo, in fondo quella montatura ha fatto un po’ la sua fortuna. Anche in Italia ci furono occhiali passati dalla mutua e l’esempio più eclatante furono quelli del Ragionier Filini in Fantozzi, non proprio affascinanti e si capisce bene perché molte persone li rifiutarono per molto tempo. Fortunatamente gli anni sono passati e la scienza e l’ingegno ci sono venuti in soccorso, donandoci grande varietà di modelli tra colori e grafiche di ogni tipo. Basti pensare ad occhiali che indossati alzano le palpebre con un piccolo supporto interno. Oppure quelli per truccarsi: si abbassa una lente alla volta per vedere meglio la parte da truccare. Trovo tutto questo veramente geniale e di grande aiuto per molte persone, visto che la metà della popolazione ne ha bisogno. A conti fatti credo che ci siano dei “difetti” che possano rendere la nostra vita più colorata e divertente, o almeno io a volte mi accontento di poco, mi basterebbe raggiungere Elton John.


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