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MI VESTO COME VOGLIO

Mi piace parlare di colori, di forme, di abbigliamento, capelli, accessori, mi piace parlare di moda e dire la mia, ma soprattutto mi piace sentirmi libera; voglio dire che allo stesso tempo voglio essere libera di mettere quello che voglio: corto, lungo, aderente, scollato, con tacchi e senza tacchi, senza dover necessariamente pensare ad un abbigliamento “adeguato” semplicemente per andare in giro da sola e magari di notte.

Quando avevo vent’anni e avevo un fidanzato a Roma, mi capitava spesso di prendere il treno e la metro verso sera, ma ricordo benissimo che facevo molta attenzione, soprattutto nei mesi estivi, a cosa indossare.

Quindi canottiera no, scollata no, vestitino neanche a pensarci, troppo truccata no…

Questo perché volevo passare inosservata, per non essere “disturbata”, magari ad alcuni la parola molestata potrebbe risultare esagerata, ma la paura sta proprio in questo.

Si, avevo paura di questa strana sensazione, che mi era capita nel tempo ascoltando commenti sgradevoli e sguardi non graditi, facendomi salire quella sensazione di angoscia che non dovrebbe capitare mai nella vita.

Attraverso gli abiti, a volte si viene ingiustamente etichettati.

Sostengo sempre che attraverso i colori e l’abito che indossiamo, raccontiamo qualcosa di noi, se poi questo racconto viene percepito nel modo sbagliato, non può essere un problema per chi ama esprimere anche con l’abbigliamento qualcosa di se stesso.

Oggi mi sono sentita di dover scrivere questo piccolo pensiero, per tutte quelle donne e non solo, che come me si sono sentite almeno una volta a disagio nei panni che indossavano o che indossano, non di certo per colpa loro, ma di un retaggio culturale che ancora ha bisogno di tanto lavoro.

C’è una cosa che dobbiamo assolutamente ricordare, non può esistere moda, senza la totale libertà di espressione: io mi vesto come voglio.

Non voglio essere coraggiosa, voglio essere libera, libera di andare e venire senza sentirmi inadeguata, a disagio o in difficoltà, per il semplice motivo di essere donna e camminare da sola per strada.



Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano.

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