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IL ROSSETTO IO LO METTO

Quanto ci piace il rossetto?

Ma soprattutto, in questo momento, quanto ci manca?

Questa storia della mascherina ci ha tolto il piacere di indossare uno degli accessori più belli e usati da donne e uomini, fin dall'antichità, è stato spesso, un modo come un altro per affermare il proprio status sociale.


Già Cleopatra, nell'antico Egitto, aveva trovato un modo per dipingersi labbra e occhi, creando cosmetici attraverso estratti di coleotteri e formiche.

Anche nella Roma Imperiale al rossetto rosso, chiamato Purpurissum, non si rinunciava. Ricavato da sostanze pericolose come il solfuro di mercurio, veniva fatto indossare anche dalle statue durante le celebrazioni religiose.


Non molto amato nel medioevo, viene riportato in auge dalla Regina Elisabetta I d'Inghilterra, la quale invece, amava molto portarlo sia in pubblico che in privato.

Ovviamente nella storia ha fatto diversi voli pindarici, dall'essere bandito per essere disdicevole e provocatorio, a diventare simbolo di emancipazione, come accaduto nella prima metà del '900.


Come nel caso di Elizabeth Arden impreditrice americana che dal 1912 diventa produttrice nell' ambito della cosmetica, creando delle nuove tonalità di rossetti, uno dei primi brand pubblicizzati dall' industria cinematografica. Furono tante le sue clienti celebri, da Marilyn Monroe, Marlene Dietrich alla regina Elisabetta II.


Si narra che durante una marcia delle suffragette, in lotta per i diritti delle donne, regalò loro un rossetto rosso sulla Fifth Avenue, davanti al suo salone, come simbolo di ribellione ed emancipazione femminile.

La sua fama raggiunse, in poco tempo, tutto il mondo a tal punto che durante la seconda guerra mondiale, le venne commissionato un rossetto che si coordinasse al colore delle uniformi femminili, forse un po' lontano dal quel concetto di emancipazione che si citava prima...


Per non parlare di Coco Chanel con la sua piccola raccomandazione "Se siete tristi, se avete un problema d'amore, mettetevi il rossetto rosso ed attaccate.

Creo’ una nuance Passion n.14, o meglio conosciuto come Rosso Chanel, su richiesta di alcune donne che volevano “un rossetto rosso, non troppo rosso ma che fosse rosso”, un po’ una contraddizione, ma la storia dei colori è una storia lunga, se poi la leghiamo a quella delle donne, allora è lunghissima.


Non da meno fu Christian Dior con il suo Rouge Dior nel voler vestire il sorriso delle donne o di chiunque lo voglia indossare, aggiungerei, non a caso ancora oggi, è una delle tonalità più amate al mondo.


Sarebbero tantissime le star del mondo dello spettacolo da citare, dal cinema alla musica, dal teatro alla danza e via dicendo che hanno fatto del rossetto rosso un loro modo di essere e di sentire, ma credo non serva essere una star del cinema per portare un rossetto rosso con lo stesso piacere.

Arriverà nuovamente

quel tempo in cui anche un semplice gesto, apparentemente superfluo, sarà essenziale.

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