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CAPELLI TREND E RIVOLUZIONI


Nei giorni scorsi, andando a sbirciare i nuovi trend capelli, moda autunno/inverno 2022/2023, ho trovato tante curiosità, per lo più nei nomi. All’inizio ero un po’ confusa, ma poi mi sono resa conto che tutto torna.


Vi faccio un esempio, conoscete lo shag hair?

Lo Shag hair è un taglio a lunghezze stratificate, tradotto: una scalatura importante dei capelli.

Oppure lo Sharp bob, un taglio netto con punte arrotondate all’interno, all’altezza del mento. Più o meno un classico carrè, un taglio senza tempo, portato da Debby Harry dei Blondie, alla Carrà, fino alla favolosa Amelie.


E ancora troviamo lo Shachel, un’insieme tra tagli scalati anni ’70 e quelli più morbidi anni’90.


Il Butterfly cut invece è un taglio di capelli a farfalla: più corto davanti, medio al certo e più lungo dietro. Serve a dare volume all’acconciatura… quindi ritorniamo su una scalatura a più strati.


Da mesi invece è già in voga, il Jelly Fish hair cut, il taglio a medusa. Un taglio netto e paro dove sotto prendono vita dei lunghi capelli completamente disconnessi dal taglio sopra, reso ancora più famoso da Nicole Nidman, spopolando su Tik Tok.


Queste sono le mode che ho incontrato andando a studiare un pochino quello che ci aspetterà nei prossimi mesi, che a parte qualche deviazione di tendenza, tutto ci riporta a mode e stili già visti nel tempo, come anche il Wolf hair cut, molto simile al famoso Mullet portato con successo anche da artisti come David Bowie, Suzi Quatro, John Jet ecc., ma che ha ripreso piede da qualche tempo.


Quindi sono partita che ero confusa perché distratta da nomi di tagli mai sentiti, ma che poi ho ridimensionato leggendo in modo più approfondito, rendendomi conto che per quanto si possa ragionare su una nuova nomenclatura di nuove mode, poi spesso siano sempre le stesse che dopo decenni ci vengono riproposte e riadattate ai giorni nostri e quando ritrovo nelle nuove generazioni cose che dieci anni fa sarebbero state impensabili e ridicole e adesso sono perfettamente alla moda e sul “pezzo” proprio come quarant’anni fa, mi viene sempre un po’ da sorridere… è lì che capisco che sto invecchiando.


I capelli da sempre sono una parte importate delle persone e spesso attraverso di essi si sono mandati messaggi e fatte rivoluzioni. Basti pensare ai lunghi capelli incolti tra gli anni’60/70 di una giovane generazione che cominciava a lottare contro un “perbenismo” da sempre esistito ma che in quel momento si era trovato il coraggio di contrastare, per non parlare delle lotte fatte da attrici come Jane Fonda durante la guerra del Vietnam, cambiando il suo biondo ad un colore scuro in segno di protesta.

Purtroppo c’è sempre un buon motivo per protestare, non è retorica ma la semplice realtà, basti pensare alle donne iraniane che proprio in questi giorni e ormai da tempo, stanno protestando contro il regime che gli impedisce di girare libere senza velo, impedisce loro di essere libere, impedisce di essere libere in quanto donne…

Come tutti sappiamo alcune donne sono state uccise per una sola ciocca di capelli messa in evidenza, probabilmente per puro caso. Da qui sono partite numerose iniziative di contestazione tra manifestazioni e video di donne mentre si tagliano i capelli in segno di ribellione. Altre donne sono state uccise per aver espresso dissenso e ogni giorno la loro autodeterminazione, i loro diritti di poter decidere liberamente vengono continuamente minati.

E non vado oltre… questo per dire che anche attraverso i capelli spesso si son fatte rivoluzioni.


“Non far caso a me. Io vengo da un altro pianeta. Io ancora vedo orizzonti dove tu vedi confini”

Frida Kahl

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